MONACO DI BAVIERA – All’Oktoberfest può succedere di tutto. Anche che una rissa tra i tavoli e i tendoni della birra finisca, qualche anno più tardi, davanti a un giudice chiamato a rispondere a una domanda piuttosto singolare: ci si può sedere sopra il proprio aggressore per impedirgli di continuare a colpire?
La risposta dell’Amtsgericht di Monaco di Baviera è tipicamente giuridica: dipende, es kommt darauf an.
Ma nel caso esaminato dal giudice civile la risposta è stata: “no”. L’uomo che, al termine di una colluttazione, si era seduto per uno o due minuti sul torace dell’avversario dovrà pagargli 500 euro di risarcimento per le sofferenze provocate.
La vicenda risale al 2022: i due uomini si trovavano all’Oktoberfest quando, nel corso della serata, scoppiò una violenta lite che coinvolse anche altre persone. A un certo punto uno dei due finì a terra. L’altro, fisicamente più robusto, decise di immobilizzarlo in un modo tanto semplice quanto efficace: gli si sedette sopra. E vi rimase, secondo quanto successivamente ammesso dallo stesso uomo, per uno o due minuti.
«Mi stavo soltanto difendendo»
Davanti al giudice, il convenuto ha sostenuto di avere agito per legittima difesa. L’altro uomo lo avrebbe aggredito e immobilizzarlo sarebbe stato necessario per impedire che l’attacco continuasse. Un argomento apparentemente plausibile. Ma soltanto fino a un certo punto. Il problema, infatti, non era tanto stabilire chi avesse cominciato la rissa, quanto capire quando fosse terminata l’aggressione.
Ed è proprio qui che passa il sottile confine tra difendersi e diventare, a propria volta, responsabili di un illecito. Secondo il tribunale, anche ammettendo che l’uomo finito a terra avesse inizialmente aggredito il convenuto, il pericolo era ormai cessato quando era stato respinto ed era caduto. Una volta a terra, non vi erano più elementi per ritenere che fosse in corso un’aggressione attuale o che ne fosse imminente una nuova. La legittima difesa, dunque, era terminata. Sedersi sopra l’avversario e continuare a immobilizzarlo non era più necessario per difendersi.
Quando la difesa diventa un illecito
La decisione è interessante perché mette in luce un principio fondamentale del diritto: chi viene aggredito può difendersi, ma il diritto di difesa non costituisce un’autorizzazione illimitata a usare la forza. Finché esiste un’aggressione attuale, la reazione può essere giustificata. Quando il pericolo cessa, però, viene meno anche la giustificazione. Ed è esattamente ciò che, secondo i giudici di Monaco, è accaduto nel tendone dell’Oktoberfest.
A quel punto il tribunale ha dovuto affrontare una seconda questione: quanto è grave, dal punto di vista giuridico, sedersi per uno o due minuti sul torace di una persona? Più grave di quanto potrebbe sembrare.
«Un peso simile provoca dolori considerevoli»
Il giudice ha sottolineato la differenza fisica tra i due uomini. Il convenuto era sensibilmente più robusto dell’altro e, sedendosi deliberatamente sul suo petto e sulla parte superiore del corpo, aveva sfruttato la propria superiorità fisica. Non occorre neppure una particolare perizia medica per comprendere le conseguenze immediate di una simile situazione. Secondo il tribunale, infatti, una pressione esercitata sul torace con un peso considerevole provoca, «secondo la comune esperienza, dolori considerevoli». Quel gesto costituiva pertanto un’ingerenza diretta e intensa nell’integrità fisica dell’uomo a terra e, di conseguenza, una lesione tutelata dal codice civile tedesco (BGB). Da qui il diritto a ottenere un risarcimento per il dolore e le sofferenze subite ai sensi del art. 253 c. C.
Aveva chiesto 2.500 euro. Ne otterrà 500
La vittoria dell’attore, tuttavia, è stata soltanto parziale. L’uomo aveva chiesto almeno 2.500 euro, sostenendo di avere riportato non soltanto dolore a causa dell’immobilizzazione, ma anche un ematoma al braccio, la frattura del mignolo e disturbi destinati a protrarsi nel tempo. Secondo una valutazione medica, vi sarebbe stato persino il rischio di sviluppare un’artrosi. Ma su questo punto il tribunale ha tracciato un altro confine. Non era possibile dimostrare con sufficiente certezza che tutte quelle conseguenze fossero state provocate proprio dall’uomo che si era seduto sopra di lui. In una rissa alla quale avevano partecipato più persone, ricostruire esattamente chi avesse causato ogni singola lesione non era possibile. Per questo motivo niente risarcimento da 2.500 euro.
Per i dolori direttamente riconducibili all’insolita immobilizzazione, invece, il tribunale ha ritenuto adeguata la somma di 500 euro.
La sentenza dell’11 giugno 2026 (223 C 11265/25) racconta così, dietro un episodio quasi grottesco, qualcosa di molto serio sul funzionamento della legittima difesa. Il diritto consente a chi viene aggredito di reagire. Ma quella facoltà esiste finché esiste il pericolo. Quando l’aggressore è ormai a terra e non rappresenta più una minaccia attuale, continuare a usare la forza può trasformare chi pochi istanti prima si stava legittimamente difendendo in colui che deve rispondere delle conseguenze della propria condotta.
È una distinzione che, nei manuali di diritto, può sembrare astratta. All’Oktoberfest di Monaco, invece, ha assunto una forma decisamente concreta: quella di un uomo seduto sul petto di un altro uomo. E di un conto finale da 500 euro.
