Si sono conclusi a Roma i lavori del Comitato di presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), l’organismo che rappresenta le comunità italiane nel mondo e funge da ponte tra i connazionali all’estero e le istituzioni italiane. L’incontro finale con la stampa si è svolto alla Farnesina, dove la Segretaria Generale Maria Chiara Prodi ha ribadito l’impegno del CGIE su tre questioni chiave: la sicurezza del voto all’estero, gli incentivi per il rientro e la riforma della legge sulla cittadinanza.
Uno dei temi più delicati affrontati durante il Comitato è stato il recente Decreto-legge n. 36 “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza”, che ha sollevato forti preoccupazioni tra gli italiani all’estero. La normativa ha infatti portato alla sospensione della trascrizione degli atti di nascita in diversi consolati, creando un’ondata di incertezza tra le famiglie.
Secondo il CGIE, il decreto pone limitazioni eccessive alla trasmissione della cittadinanza, introducendo requisiti che non esistevano in precedenza. In particolare, stabilisce che l’ascendente cittadino italiano debba essere nato in Italia o avervi vissuto per almeno due anni continuativi prima della nascita del richiedente. Inoltre, restringe il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis alle sole prime due generazioni, escludendo milioni di italodiscendenti, in particolare in Paesi come Brasile, Argentina e Stati Uniti, dove storicamente si è insediata una vasta emigrazione italiana.
„La riforma della cittadinanza era una priorità per il CGIE già da tempo,“ ha spiegato Maria Chiara Prodi, „ma il modo in cui è stata introdotta questa modifica ha sorpreso tutti. In sole 24 ore si è cambiata una normativa consolidata, generando smarrimento tra i connazionali e rischiando di compromettere il legame con le nostre comunità all’estero.“
Il CGIE ha avviato interlocuzioni con il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, il Direttore Generale degli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali e le Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato, per proporre modifiche al decreto durante il processo di conversione in legge.
Silvana Mangione, Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei, ha evidenziato un aspetto critico: „Il nuovo requisito della nascita o residenza dell’ascendente in Italia introduce indirettamente un concetto simile allo ius soli. Questo potrebbe aprire la strada a rivendicazioni simili in altri contesti, cambiando radicalmente il modo in cui concepiamo la cittadinanza italiana.“
Mariano Gazzola, Vice Segretario Generale per l’America Latina, ha espresso perplessità sulla riforma: „Questo decreto tocca la discendenza di chi è già cittadino italiano. In Brasile, dove vive la comunità italiana più numerosa fuori dall’Italia, le conseguenze saranno enormi.“ Anche Walter Petruzziello, membro del Comitato di Presidenza per l’America Latina, ha sottolineato l’impatto della misura sulle comunità italo-brasiliane.
Giuseppe Stabile, Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord, ha invece posto l’accento sulla necessità di attrarre gli italodiscendenti che vogliono stabilirsi in Italia. „Potremmo introdurre una sorta di Green Card italiana, che consenta agli italo discendenti di vivere e lavorare nel nostro Paese fino al raggiungimento dei requisiti per la cittadinanza.“
Mettere in sicurezza il voto all’estero
Un’altra priorità per il CGIE è stata la necessità di garantire la sicurezza del voto degli italiani all’estero, evitando frodi o irregolarità senza compromettere la partecipazione democratica. La Segretaria Generale Prodi ha insistito sulla ricerca di soluzioni tecniche per migliorare le modalità di voto per corrispondenza, senza penalizzare i cittadini residenti fuori dall’Italia.
„L’obiettivo è garantire che il voto sia sicuro ed efficace,“ ha detto Prodi, „ma dobbiamo evitare soluzioni che possano ridurre la partecipazione. Il voto degli italiani all’estero è un diritto e va difeso.“
Incentivi per il rientro: una strategia per il futuro
Un altro punto centrale affrontato nel corso della riunione è stato il tema del rientro degli italiani dall’estero, una questione cruciale per contrastare l’inverno demografico e il rallentamento della crescita del Paese.
Negli ultimi dieci anni, il numero di italiani residenti all’estero è aumentato di oltre il 40%. Giuseppe Stabile ha sottolineato che è fondamentale incentivare il ritorno di chi desidera vivere e lavorare in Italia, creando condizioni favorevoli attraverso agevolazioni fiscali, sostegno all’inserimento lavorativo e semplificazioni burocratiche.
„Non parliamo solo di cervelli in fuga,“ ha aggiunto Stabile, „ma di persone con talenti e competenze di vario tipo, non necessariamente universitari. Dobbiamo costruire una strategia per attrarre questi italiani e i loro discendenti.“
In quest’ottica, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) ha dato il proprio contributo con dati e analisi per sviluppare politiche di incentivazione efficaci.
I prossimi appuntamenti del CGIE
Durante la conferenza stampa, la Segretaria Generale ha anche annunciato i prossimi appuntamenti del CGIE:
8 aprile: Audizione al Senato sulla cittadinanza;
12 aprile: Incontro delle Commissioni tematiche del CGIE con i Comites, con un focus sulla mobilità giovanile;
16-20 giugno: Assemblea Plenaria del CGIE, che si terrà in diverse sedi a Roma.
Infine, Tommaso Conte, membro del Comitato di Presidenza per l’Europa e l’Africa del Nord, ha proposto l’istituzione di un premio annuale in memoria di Michele Schiavone, l’ex Segretario Generale del CGIE scomparso di recente.
Con un’agenda fitta di impegni e un ruolo attivo nel dibattito sulle politiche migratorie, il Consiglio si prepara ad affrontare sfide cruciali per il futuro delle comunità italiane all’estero. L’auspicio della Segretaria Generale Prodi è che il Governo e il Parlamento ascoltino le richieste del CGIE e dei connazionali nel mondo, affinché la cittadinanza italiana rimanga un ponte con le radici e non un ostacolo burocratico.